Lo Stroitel Pryp’jat’: la squadra spazzata via dal disastro della centrale nucleare V.I. Lenin

 Alle prime ore del 26 aprile del 1986, nell’Ucraina settentrionale, esplode uno dei reattori della centrale nucleare V.I. Lenin. La centrale si trova a 3 km dalla cittadina di Pryp’jat’ e 18 km dalla città di Černobyl’ a ridosso del confine con la Bielorussia. A causa di una forte esplosione, determinata da inefficienze strutturali e non ancora precisamente determinati errori umani, il reattore n°4 viene scoperchiato, facendo fuoriuscire una nuvola di materiale radioattivo. La nube costrinse all’evacuazione delle zone prossime alla centrale nucleare, mobilitando circa 336.000 persone dalle proprie abitazioni.

La nuvola radioattiva si spinse in tutte le regioni d’Europa, arrivando a toccare le coste orientali degli Stati Uniti. Vi è ancora una controversia riguardo la stima delle morti indirette causate dall’incidente: Greenpeace arriva a stimare sei milioni di morti dovuti alla catastrofe del reattore ucraino, mentre l’ONU si mantiene su una previsione di 4.000 persone decedute a causa della nube tossica.

La tragedia della centrale nucleare V.I. Lenin ha toccato tutto il mondo occidentale e risulta complicato offrire una stima dei danni provocati dal reattore esploso; oltre a non esser stata fatta ancora chiarezza sulle oggettive responsabilità dei tecnici della centrale. L’immediata conseguenza dell’evacuazione della città attigua di Pryp’jat’ fu la nascita di un vero e proprio villaggio fantasma, lasciata tuttora al proprio triste destino.

La città di Pryp’jat’ era stata costruita appositamente per gli operai della centrale nucleare e poteva contare su una squadra di calcio: il FC Stroitel Pryp’jat‘. Stroitel significa costruttore. Pryp’jat’ era stata fondata il 4 febbraio del 1970 e si trattava della nona cittadina nucleare messa in piedi nell’Unione Sovietica. La squadra viene fondata nella metà del 1970 e la maggior parte dei giocatori provenivano dalla città di Chistohalivka, ad una manciata di chilometri a sud di Pryp’jat’, poiché la squadra locale poteva contare su numerosi atleti di spicco e la selezione di Pryp’jat’ poteva retribuire in maniera migliore i propri giocatori. Uno di questi fu Stanislav Goncharenko, considerato uno dei migliori talenti del calcio sovietico con un passato nello Spartak Kiev e nelle giovanili del Temp Kiev. Goncharenko fu costretto ad abbandonare il calcio a causa di un infortunio al ginocchio e divenne uno dei miglior allenatori di calcio indoor. Goncharenko centrò, da allenatore dell’Ucraina, una semifinale ed una finale mondiale di calcio indoor. La divisa di casa era ornata dai colori verde e nero.

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La selezione del FC Stroitel del 1983

Nel 1981 il FC Stroitel Pryp’jat’, dopo essersi fatto notare negli anni precedenti in vari tornei regionali con selezioni amatoriali locali e nella coppa regionale di Kiev, accedette alla quarta divisione del campionato amatoriale, sotto il patrocinio della federazione calcistica dell’allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, la KFK of Ukrainian SSR. Il progresso sociale e demografico della città nucleare portò il Pryp’jat’ ad un prestigioso risultato: nel 1985 Il FC Stroitel Pryp’jat’, riscosse il miglior piazzamento in classifica della propria storia, centrando il secondo posto dietro l’FK Naftovyk Okhtyrka, sfiorando così l’accesso alla seconda lega del campionato dell’URSS, la Vtoraya Liga.

Allo scoppio del reattore nucleare nell’aprile del 1986 la squadra fu costretta a traslocare nella città di Slavutych e la compagine venne rinominata Stroitel Slavutych. La squadra riprese le attività nel 1987, ma le cessò quasi immediatamente un anno dopo. La compagine finì per diventare come la città che aveva dovuto abbandonare: uno spettro.

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Gara casalinga dello Stroitel contro il Selmash Belya Tserkov nel 1985

Una scomparsa determinata anche dall’atto eroico di numerosi atleti del FC Stroitel Pryp’jat’. La città di Pryp’jat’ venne evacuata dopo 36 ore dallo scoppio del reattore nucleare, allontanando tutti i civili e mantenendo in loco i soli liquidatori. Queste figure si occuparono della decontaminazione della zona e la creazione del sarcofago che avvolse il reattore n°4. Fra i liquidatori erano presenti diversi giocatori del FC Stroitel Pryp’jat’ che scelsero di assurgere totalmente al loro compito, dimenticando le proprie velleità di successo e glorie sportive e dimostrando attaccamento alla propria città.

Il FC Stroitel Pryp’jat’ non fu solo una squadra destinata a scomparire, ma si vide negare la gioia di giocare nel proprio nuovo stadio da quel tragico incidente. La distinta personalità di Anatoly Shepel, ex attaccante di Chornomorets, Dinamo Kiev e Dinamo Mosca e nazionale dell’U.R.S.S., venne assoldata come tecnico alla mercé dei Fiocchi di neve. Shepel eseguì diligentemente il proprio lavoro, costruendo una squadra pronta ad approdare alla seconda divisione della piramide calcistica sovietica. Il club si preoccupò, perciò, di erigere una nuova casa per lo Stroitel: l’Avanhard Stadium da cinquemila posti a sedere.

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L’Avanhard Stadium in un’istantanea del 2013

Lo stadio doveva essere ufficialmente inaugurato il primo maggio del 1986, giorno dei lavoratori, data della gara semifinale di coppa tra Stroitel e Mashinostroitel di Borodianka, luogo vicino a Kiev.

Durante l’allenamento di rifinitura del Mashinostroitel, un elicottero atterrò sul campo di allenamento. Una serie di uomini vestititi con indumenti protettivi comunicano all’allenatore del Mashinostroitel, Viktor Zhilin, di interrompere l’allenamento, poiché la partita non si sarebbe più potuta giocare per cause non precisamente determinate. A Zhilin e ai suoi giocatori non viene riferito altro, solo successivamente si apprenderà della tragedia accaduta alla centrale nucleare.

Aleksandr Vishnevsky era uno di quei calciatori che avrebbe dovuto giocare la partita e nel 2012 è tornato a Pryp’jat’ con una troupe di giornalisti. Vishnevsky dichiara di essere stato forzato ad allontanare prontamente la città, allora decise di raccogliere in fretta e furia gli effetti personali dalla propria abitazione, ma gran parte di essi erano stati rubati. Nel giro di poche ore, più di 50.000 persone si volatilizzarono da Pryp’jat’. Vishnevsky ricorda un particolare di quella fuga: «Avevo un paio di scarpe originali Adidas con una foto di Breitner sulla linguetta».

Vishnevsky si dispiace ancora di non aver potuto giocare la gara di semifinale della Coppa di Kiev, soprattutto in virtù dell’inaugurazione del nuovo stadio di casa. La partita venne giocata nella capitale ucraina il 27 aprile del 2006 in una sorta di match celebrativo. I calciatori ancora vivi e in forze fecero la loro comparsa, così come Vishnevsky. Il ricavato della partita venne devoluto alle vittime del disastro nucleare. Per la cronaca, lo Stroitel vinse con il risultato di 3-2.

 

Fonti:

 

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