I riti del costruire: alla luce di Ronald Koeman e i nuovi volti della K.N.V.B.

 La notizia della settimana nei Paesi Bassi è la nomina di Ronald Koeman come nuovo commissario tecnico della nazionale olandese. La panchina è stata lasciata vacante da Dick Advocaat, attuale allenatore dello Sparta Rotterdam, e da metà novembre è rimasta senza un proprietario. La K.N.V.B., ovvero la Federazione Calcistica Olandese, si è presa il proprio tempo per poter valutare attentamente i candidati e operare una scelta cosciente, oltreché lungimirante.

L’intento è di non ripetere l’errore commesso al termine del campionato mondiale brasiliano, ossia assegnare la panchina ad una soluzione di ripiego, quale è stata Guus Hiddink spalleggiato da Danny Blind. Come è noto, Hiddink ha rassegnato le dimissioni a metà del cammino della qualificazione ai campionati europei del 2016, in seguito alle quali gli è succeduto Blind. L’ex capitano dell’Ajax ha fallito l’accesso alla massima competizione continentale per le nazionali e ha gravemente compromesso le possibilità della selezione oranje di approdare al mondiale russo. Emblematica e fatale è stata la sconfitta in Bulgaria per 2-0 nel marzo scorso per il tecnico di Vlissingen. Nulla ha potuto

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Il momento del tracollo olandese raffigurato dall’espulsione di Strootman

il Kleine Generaal: Dick Advocaat ha portato alla vittoria gli Oranje in otto occasioni su nove – tra partite ufficiali e non – non riuscendo a regalare i playoff ai tulipani. Gli olandesi sono incappati in una notevole sconfitta contro la Francia che ridimensionato aspettative e valore della compagine arancione in una tragica notte che ha visto il simbolo della decadenza olandese, Kevin Strootman, essere allontanato anzi tempo dal rettangolo di gioco.

La necessità di cambiare rotta e dare una sferzata decisiva al proprio movimento calcistico ha indotto la K.N.V.B., nella figura del Direttore Generale Eric Gudde, ad assegnare le redini della rifondazione olandese alle figure di Nico-Jan Hoogma, Aloys Wijnker e Ronald Rambo Koeman. A margine la federcalcio olandese ha reso nota l’impossibilità di contemplare un profilo straniero per questioni di budget come commissario tecnico. Questa sarà la triade che nei prossimi quattro anni avrà il compito di portare nuovamente in auge la nazionale maggiore e quelle giovanili, oltre a risolvere annate di mala progettazione e gestione approssimativa.

La prima figura chiamata in causa, Nico-Jan Hoogma, è una scelta comprensibile nel ruolo di Direttore Tecnico della federcalcio olandese. Il direttore generale dell’Heracles Almelo ha eseguito un lavoro eccellente nel club del Overijssel: dalla sua nomina nel 2007, gli Erculei non sono mai retrocessi in Eerste Divisie. Hoogma ha dato continuità e

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Nico-Jan Hoogma

corpo ad un progetto che ha permesso al club, dopo un ventennio di Purgatorio della serie cadetta, di mantenersi stabilmente in Eredivisie. L’annata più mirabile è certamente stata quella del 2015/16 quando l’Heracles ha centrato il sesto posto. Hoogma ha avuto il merito di puntare fortemente su John Stegeman, tecnico che guida la selezione bianconera dall’agosto del 2014. Inoltre il club è stato sanificato dal punto di vista finanziario e rappresenta una società modello nella sfera calcistica dei Paesi Bassi. Hoogma rappresenterà una ventata d’aria fresca a Zeist e cozza violentemente con i vecchi volti del calcio olandese, quali Fred Rutten e Louis Van Gaal – in pole per lungo tempo come prossimi titolari del posto di Direttore Tecnico della K.N.V.B – oltre ad Earnest Stewart che ha rinunciato alla carica. Hoogma è un uomo pragmatico e “di campo”, talvolta sfrontato nelle proprie decisioni; la più clamorosa delle quali è stata appoggiare il mantenimento dei manti sintetici in Eredivisie, questione torrida nei Paesi Bassi di questi tempi, in nome di una maggiore praticità.

Il nome sicuramente meno conosciuto è quello di Aloys Wijnker, prossima testa pensante dello sviluppo calcistico nei Paesi Bassi. Wijnker ha una lunga militanza fra le fila dell’AZ Alkmaar come massimo responsabile del settore giovanile: un decennio fra 2005-2015 durante il quale ha sviluppato e ha appreso un notevole bagaglio di conoscenze da un totem come Louis van Gaal. Wijnker ha allenato le selezioni giovanili dei Formaggiai prima di prendere la testa dell’intera Accademy la quale – durante il suo operato – è stata nominata per due volte come miglior Accademy dell’anno. Un risultato

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Aloys Wijnker

da evidenziare, in una Nazione dove spadroneggiano vivai quali quelli di Feyenoord e, soprattutto, Ajax. Nell’ultimo anno Wijnker è stato a capo della “U.S. Soccer Boys Accademy”, in sintesi la massima carica inerente al calcio giovanile negli Stati Uniti. Wijnker, di soli quarantadue anni, rientra nei Paesi Bassi con una nuova esperienza sulle spalle e con la licenza di essere un elemento di novità in un contesto che, adagiatosi troppo sugli allori, ha dimenticato come si sviluppano calciatori preparati e di qualità, in grado di affermarsi oltre i confini nazionali.

L’istante saliente della questione è certamente la nomina del nuovo c.t.: Ronald Koeman. Koeman ha una notevole esperienza nel proprio bagaglio di allenatore, oltre ad essere stato un calciatore di fama mondiale. Le squadre che ha allenato sono state: Vitesse, Ajax, Benfica, Valencia, AZ Alkmaar, Feyenoord, Southampton e, in ultima istanza, l’Everton. Il tecnico olandese è stato esonerato il 23 ottobre del 2017, in seguito ad una

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Ronald Koeman e Guus Hiddink a confronto

serie di risultati deludenti sulla panchina dei Toffees che hanno portato la selezione di Liverpool al quart’ultimo posto. Un risultato inaccettabile a fronte di un’annata da incorniciare nella stagione precedente ed un mercato dispendioso. Dalla data dell’esonero, Ronald Koeman è stato il main target della K.N.V.B. . Fallito il suo approdo nella tarda estate del 2014, a causa di una volontà da parte della federazione di assegnare all’ex giocatore del Groningen il tutoraggio di Guus Hiddink – desiderio che Ronald Koeman non prese affatto con benevolenza e unico motivo apparente della sua rinuncia alla panchina della nazionale olandese – Eric Gudde è riuscito a convincere Rambo a sedersi sulla scottante panchina degli Oranje dopo un colloquio avvenuto la scorsa settimana. Si tratta di un ritorno per Koeman, poiché già nella spedizione di Francia ’98 è stato sulla panchina degli olandesi, sebbene come assistente dello stesso Guus Hiddink.

Ronald Koeman non ha lasciato cadere la richiesta di Eric Gudde e ha colto al volo l’occasione: «Penso di poter rivestire il ruolo di c.t.: la nazionale sarebbe anche la continuazione ideale della mia carriera» – aveva dichiarato Koeman nelle ultime settimane alla rivista “Voetbal International”. Il tecnico olandese porta con sé in nazionale l’assistente Kees van Wonderen, con un passato nel VVV Venlo, e Patrick Lodewijks, preparatore dei portieri, che già ha lavorato per la K.N.V.B. nel 2014-15, oltreché esser stato suo collaboratore nella recente esperienza con l’Everton.

La scelta che ha preso in causa la figura di Ronald Koeman ha un’immediata motivazione: la necessità di pragmatismo. La nazionale olandese ha bisogno di abbandonare i propri fondamentalismi tattici che ne stanno prostrando le aspettative da un ventennio a questa parte: reiterare l’integralismo di un calcio propositivo e composto di possesso palla ha tarpato le ali dell’Olanda in diverse occasioni, soprattutto nell’ultimo quadriennio quando la Gouden Generatie ha oltrepassato troppe primavere e ha lasciato la scena della nazionale. In ultima istanza, il massimo simbolo di questa generazione di campioni, quale Arjen Robben, ha lasciato la nazionale olandese nell’amarissima vittoria interna contro la Svezia: offrendo la possibilità di una svolta. Non appunto è un caso che l’Olanda abbia centrato risultati di rilievo, quali il terzo posto al mondiale brasiliano, giocando un gioco speculativo e accorto. In questa occasione immenso merito va dato a Louis van Gaal che, dopo una lunghissima e straziante lotta ideologica con la stampa olandese, ha valorizzato i talenti olandesi a disposizione, nascondendo sotto il tappeto gravi difetti strutturali di questa squadra.

La nazionale olandese, sotto la direzione di Ronald Koeman, cambierà dal punto di vista tattico: si lavorerà in nome di una duttilità e di una capacità di giocare sull’avversario. Il possesso palla estenuante e sterile verrà abbandonato come ideologia, bensì verrà utilizzato solo in determinate fasi della gara. Koeman conosce diversi sistemi ed approcci alla gara che utilizza in maniera indistinta nel corso del match, perciò l’ex Ajax dovrà davvero faticare, soprattutto con i giocatori provenienti dall’Eredivisie ma non solo, a spazzar via il monopensiero del dominio del possesso palla e del 4-3-3 – oramai istanza spettrale e non più applicabile. Rambo porterà la squadra ad essere più aggressiva e repentina nel recupero palla, sfaccettatura che l’Olanda non ha mai veramente approfondito e, probabilmente, calcolato.

Il prossimo c.t. galleggerà – in termine di moduli –  fra il 4-2-3-1 e il 5-3-2, senza dimenticare il Totaal Voetbal del quale l’Olanda si prefigura come massimo genitore ed è vero orgoglio nazionale. Koeman lo reinterpreterà e lo renderà funzionale, oltre che attuale. Non essendo più applicabile in fase di possesso, poiché gli olandesi sono in

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Il nuovo ciclo deve ripartire da Van de Beek e De Ligt

deficit – quasi totalmente – d’intensità e ritmo palla al piede, porterà la polifunzionalità dei giocatori in fase di non-possesso: tutti involti nel recupero della sfera. Una volta recuperato il pallone verrà immediatamente smerciato nello spazio delle corsie esterne o centrali, a seconda delle occasioni, esaltando atleti capaci in fase d’inserimento e abili nel conoscere le spaziature del gioco. Non è un caso che il trequartista dei Saints Dušan Tadić abbia condotto la miglior parte della sua carriera sino ad ora sotto l’ala di Koeman: il serbo ha sposato appieno la politica del gioco nello spazio, esaltando le sue abilità di regista avanzato e la sua precisione nel passaggio.

Gli uomini cardine di questa nuova Olanda saranno giocatori in grado di garantire solidità e pragmatismo. Stefan de Vrij, con la sua pulizia in fase d’impostazione e la sua intelligenza tattica nel saper intrepretare diversi moduli, e Virgil van Dijk, per distacco il miglior difensore nel gioco aereo della Premier League e abilissimo nell’uno contro uno, saranno i punti di riferimento del nuovo percorso degli Oranje dal punto di vista prettamente difensivo. I talenti arancioni che beneficeranno di questo nuovo c.t. saranno sicuramente Donny van de Beek, esordiente nell’ultima sfida degli olandesi contro la Romania, e Frenkie de Jong. Il primo è una mezz’ala che sposa in toto l’intensità che Koeman predica: il talento dell’Ajax può ricordare il primo Klaassen, ma viaggia ad una velocità superiore rispetto all’attuale flop dell’Everton. Frenkie de Jong dell’Ajax, probabilmente il talento più cristallino della sua annata nei Paesi Bassi, rivestirà il ruolo regista basso con il compito di dettare i tempi ed essere un legaccio fra difesa e centrocampo. Un ruolo che è scoperto dai tempi di Van Bommel e che il romanista Kevin Strootman non riesce ad interpretare a pieno regime.

Ronald Koeman attingerà, in fase di selezione, a numerosi elementi che giocano in Premier League o ha allenato nell’esaltante esperienza al Feyenoord. Nomi quali quelli di Georginio Wijnaldum o Daryl Janmaat – che dovrà giocarsi il posto con il romanista Rick Karsdorp –  potranno essere riqualificati a dovere, invece personalità quali un probabile

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Davy Klaassen è stato un vero “flop” all’Everton: il suo recupero potrebbe essere importante per gli Oranje

Daley Blind o lo stesso Davy Klaassen subiranno un declassamento: il primo è un elemento discreto, ma dotato di un ritmo troppo cadenzato nelle giocate. Il secondo ha mostrato di essere troppo acerbo per essere un giocatore sul quale puntare fortemente. Un nome che nei Paesi Bassi ci si auspica poter essere utilizzato con maggiore frequenza è Jens Toornstra: il centrocampista del Feyenoord non è assolutamente un calciatore di primo pelo, ma è probabilmente l’atleta più scaltro di tutta l’Eredivisie.

L’Olanda si appresta ad un nuovo corso che tenterà di sovvertire la propria tradizione in nome di un progresso che sembra esser giunto in maniera eccessivamente tardiva. L’obbiettivo sono i campionati europei del 2020 e già l’impegno nella Nations League non appare agevole con Francia e Germania nel proprio mini-girone, ma Koeman ha già dimostrato intraprendenza e fiducia. Una caratteristica che sembra aver abbandonato gli Oranje da troppo tempo.

 

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