Il sole orientale: intervista a Nicholas Gineprini sull’anno calcistico cinese

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Nemanja “Neno” Gudelj centrocampista del Tianjin Teda

Il campionato cinese è guardato sin troppo spesso con eccessivo sospetto ed insufficiente capacità analitica. La piramide calcistica cinese rappresenta una sorta di entità demoniaca, ma cos’è realemente accaduto in quest’anno di calcio cinese? Nicholas Gineprini, massimo conoscitore del calcio cinese sul suolo italico, risponde con pazienza ad una serie di fanciullesche domande sullo status del calcio cinese.

 

Il Guangzhou Evergrande sta dominando la Chinese Super League dal lontano 2011. In questa stagione ha conquistato l’ennesimo titolo, dando prova di essere la regina della massima serie cinese e nulla sembra arrestare il cammino della squadra di Canton. A cosa imputi questa supremazia delle Tigri della Cina Meridionale?

Nel campionato cinese si guarda spesso a quelli che sono i grandi nomi stranieri e il Guangzhou Evergrande non ne ha: dei tre brasiliani, Ricardo Goulart non è mai stato in Europa, dopo due strabilianti stagioni è passato dal Cruzeiro alla Cina; Alan ha militato nel RB Salisburgo, mentre Paulinho (che ora sta dando spettacolo a Barcellona) veniva da un’esperienza totalmente fallimentare al Tottenham. Questo significa che il nome che ti porti appresso in Chinese Super League non conta nulla: Scolari ha fatto rendere al massimo i suoi stranieri che si sono ambientati molto bene a Guangzhou grazie anche ad una dirigenza molto ben strutturata. Non dobbiamo però solo guardare agli stranieri, in quanto il Guangzhou Evergrande sin dai tempi di Lippi ha fatto suoi i migliori giocatori cinesi come ad esempio l’attaccante Gao Lin, i difensori Zhang Linpeng e Feng Xiaoting e i centrocampisti Zheng Zhi, Huang Bowen e Yu Hanchao. Questi nomi rappresentano anche l’ossatura della nazionale cinese e sono in grado, al pari degli stranieri, di risolvere una partita. Il giorno della vigilia di natale il Guangzhou ha annunciato l’acquisto di tre giocatori U23, fra questi Deng Hanwen, che rappresenta il futuro della nazionale, confermandosi ancora una volta come la squadra migliore sul mercato, che sa muoversi prima di tutte le altre.

A tal proposito Fabio Cannavaro è stato nominato nuovo tecnico del Guangzhou Evergrande. Il suo cammino nella Chinese Super League con il Tianjin Quanjian è stato formidabile. Nel 2016 il suo team navigava nella serie cadetta cinese ed al termine della scorsa stagione ha centrato un terzo posto inaspettato, portando la squadra in Asian Champions League. Quali sono stati i meriti dell’ex capitano della nazionale italiana?

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Fabio Cannavaro con il suo uomo di punta: la meteora rossonera Alexandre Pato

Cannavaro si è integrato molto bene nel contesto cinese. Nel 2016 è arrivato al Quanjian, squadra che veniva da una lotta interna fra brasiliani e cinesi che aveva portato all’esonero di Luxemburgo. Cannavaro è stato bravo a compattare il gruppo e a conquistare la promozione compiendo una grande rimonta. Quest’anno ho avuto modo di vedere le partite del Tianjin Quanjian e devo dire che la squadra ha una precisa identità di gioco, palla a terra, nella quale ogni elemento ha la sua importanza. Inoltre Fabio non ha avuto paura di affidarsi ai giovani, con tre U23, Dalun Zheng esterno offensivo, Zhang Xiuwei a centrocampo e Yiming Liu al centro della difesa che sono stati titolari fissi nel corso della stagione. Questo è stato un valore aggiunto non trascurabile, i giocatori cinesi con Cannavaro migliorano considerevolmente.

Rimaniamo sempre a Tientsin: il Tianjin Teda ha faticato in questa stagione, facendosi surclassare dai rivali e salvandosi più per demeriti di Liaoning e Yanbian, che per meriti propri. Come giudichi le prestazioni delle due stelle della squadra, ovvero Nemanja Gudelj e John Obi Mikel?

La stagione di Obi Mikel purtroppo non è giudicabile dato che ha saltato tantissime partite per infortunio, mentre l’ex Ajax, Gudelj è stato uno dei pochi a salvarsi nel coro di una stagione disastrosa ripresa per il rotto della cuffia. Gudelj era un tutto fare, cercava di tappare i buchi dove poteva dato che la squadra sembrava proprio non avere un’organizzazione.

L’impressione dell’appassionato medio di pallone è che si parli di un campionato anonimo che è divenuto una sorta di ricettacolo per atleti al termine della carriera o semplici cercatori d’oro. Spazziamo via questo pregiudizio e, caro Nicholas, suggeriscici un giocatore – di passaporto cinese – che possa far ricredere tutti?

Il nome più famoso è quello di Wu Lei, classe 1991 dello Shanghai Sipg, ha esordito nel professionismo a soli 14 anni in terza serie e si è fatto tutta la gavetta fino ad arrivare in massima serie e Champions League.  Quest’anno fra tutte le competizioni ha segnato 25 retie servito 11 assist, numeri che molti stranieri offensivi non possono vantare. Quello che manca a questo ragazzo è l’approccio alle gare importanti, dove tende ad eclissarsi purtroppo e questo accade soprattutto con la Nazionale. Quest’anno sono rimasto molto impressionato da Xinghan Wu dello Shandong Luneng, 24 anni, è in grado di coprire tutta la fascia sinistra, sa saltare l’uomo con una velocità fulminea, è molto preciso al cross (7 assist) ed ha un tiro dalla distanza notevole. Se mette su massa muscolare potrebbe diventare estremamente forte.

Quale squadra ti ha convinto di più dal punto di vista del progetto tecnico nella passata stagione? Mentre quale trovi valida dal punto di vista del progresso economico?

Dal punto di vista tecnico lo Shandong Luneng è stata la squadra nettamente più ordinata del campionato con Felix Magath in panchina. Quest’anno, con meno stranieri in campo permessi dalle regole, tante squadre hanno rinunciato al centrale difensivo per schierare un centrocampista e due attaccanti, e questo ha creato molto disordine tattico, con squadre molto lunghe. Lo Shandong Luneng invece (con il brasiliano Gil in difesa) era ben organizzato, con un 4-4-2 molto corto, con degli esterni molto veloci (il già citato Wu Xinghan), la regia di un centrocampista esperto quale Junmin Hao (ex Schalke 04) e due attaccanti complementari quali Diego Tardelli e il più massiccio Papiss Cissé (sostituito all’occorrenza da Graziano Pellè).
È interessante molto anche il gioco spregiudicato del Guangzhou R&F di Dragan Stojković, ma i Blue Lions meritano una menziona dal punto di vista della progressione economica: lo scorso gennaio hanno acquistato a titolo gratuito il brasiliano Urso Junior ed hanno ceduto tre giocatori cinesi molto importanti a 18 milioni di euro. Nonostante tutto hanno concluso il campionato al quinto posto e sfiorato l’accesso in Champions

Il calciatore straniero dell’anno nella Chinese Super League è stato sicuramente l’israeliano Eran Zahavi, vecchia conoscenza del campionato italiano. Le sue ventisette reti in trenta partite hanno trascinato il Guangzhou R&Fa sfiorare la qualificazione in Champions. Possiamo parlare del calciatore più determinante nella Chinese Super League?

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Eran Zahavi punisce lo Shanghai SIPG

Zahavi mi sapeva già un giocatore molto valido ai tempi del Palermo, ma è stato molto sfortunato a causa di una lunga serie di infortuni. Il bello di Zahavi è che non ha nemmeno una collocazione fissa in campo: parte largo da sinistra per poi svariare su tutto il fronte offensivo e all’occorrenza lo troviamo anche ad impostare l’azione, è davvero incredibile. Zahavi è stato il miglior giocatore del campionato assieme ad Ezequiel Lavezzi, l’ex Napoli ha segnato 20 gol e servito 15 assist, sostanzialmente ha contribuito al 66% delle reti dell’Hebei Fortune

Qual è lo straniero che ti ha personalmente colpito di più in questa stagione?

Oltre ai due che ho già citato e che hanno concluso la stagione, a questa domanda rispondo Paulinho. Il brasiliano aveva fallito al Tottenham e dall’estate 2015 si era trasferito in Cina sparando così dai radar. Il fatto che il Barcellona abbia speso 40 milioni di euro per lui mi ha sorpreso, pensavo fosse un’altra bella macchinazione del suo agente Kia Joorabchian (lo stesso che gestisce Coutinho), ma mi devo ricredere. Insomma… avevo una bella stima di Paulinho che al Guangzhou Evergrande spostava gli equilibri nel vero senso della parola, e si era riconquistato anche una maglia da titolare in Nazionale… ma chi si aspettava questo rendimento al Barcellona?

Invece, secondo te, il giovane che potrà mettersi in luce nella prossima edizione di CSL?

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Deng Hanwen e Vitaliy Denisov si fronteggiano con le rispettive nazionali

Mi piace molto il nuovo acquisto del Guangzhou Evergrande, il terzino destro Deng Hanwen, 22 anni, esordirà in Super League il prossimo anno, dato che fino ad ora ha militato nelle serie minori portoghesi e in League One, prima in Mongolia Interna e poi al Beijing Renhe, dove ha conquistato la promozione da protagonista. Deng è stato chiamato anche in nazionale da Lippi recentemente e al suo debutto ha segnato due gol alle Filippine. Nasce come terzino destro, ma con le sue abilità in fase di spinta non mi stupirei di vederlo sulla linea dei trequartisti in un 4-2-3-1.

In conclusione, domandandoti quello che tutti vogliono sapere, riuscirà lo Zhejiang Yiteng del Pifferaio Federico Piovaccari e l’indimenticabile Romeo Castelen a salire nella massima serie cinese dal campionato cadetto?

Federico Piovaccari, ha avuto un bell’impatto quest’anno sullo Zhejiang Yiteng ed ha contribuito in modo sostanziale alla salvezza del club con gol decisivi. Credo però che vi siano squadre più attrezzate rispetto a quella della città di Shaoxing, che deve prima di tutto costruirsi un’identità dato che è arrivata nella Cina orientale solamente nel 2016, dato che negli anni precedenti ha stazionato in varie città del nordest prima di cambiare radicalmente collocazione geografica. Per fortuna ora le autorità sportive hanno vietato la ricollocazione dei club, così che si possa costruire una vera e propria cultura calcistica che si solidifichi negli anni.

Non perdere il filo: Amin Younes

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Amin Younes in azione contro il Legia Varsavia

La stagione del Napoli, sino ad ora, è stata certamente positiva con la prima posizione in Serie A conquistata dopo diciotto giornate di campionato. La squadra di Maurizio Sarri guida la massima serie italiana forte di un calcio per certi versi poco ripetibile e stimolante. La macchina di Sarri è una serie di ingranaggi che suonano il proprio concerto all’unisono ed è la matrice di questa unicità calcistica. Questa è la prima faccia della medaglia, il drammatico rovescio non sorride agli azzurri, poiché migliorare una compagine di questo tipo risulta problematico e ha i connotati del mito di Sisifo: ovvero impiegare abnorme fatica – leggasi investimenti – per ritornare al punto di partenza.

L’ultima voce che coinvolge il Napoli è quella che vuole l’arrivo di Amin Younes in Campania. Il calciatore dell’Ajax sembrerebbe il prescelto del direttore sportivo Giuntoli per puntellare la rosa del Napoli. La trattativa andrà molto probabilmente in porto, ma le tempistiche non sono ancora definite. La pista più percorribile porta all’arrivo dell’ala tedesca a parametro zero in estate: non sembrano colmabili i quindici milioni richiesti dall’Ajax, ma le strade del mercato sono infinite.

Il Messi libanese: Amin Younes, è nato a Düsseldorf il sei agosto del 1993 ed è di origini libanesi, è un prodotto del vivaio del Borussia M’gladbach. Ha indossato tutte le casacche delle nazionali giovanili tedesche dagli Under 15 sino alla nazionale maggiore. L’esterno è arrivato all’Ajax nel 2015 ed è diventato, non senza qualche iniziale difficoltà, un pilastro dei Lancieri. Attualmente la situazione fra l’Ajax e Younes è incrinata sia dal punto di vista tecnico, poiché è stato scalzato da Justin Kluivert, sia per quanto concerne il lato economico: Younes ha chiesto un rinnovo di contratto esoso che l’Ajax non ha concesso. Inoltre ha determinato una certa indolenza nella prima parte della stagione dei Lancieri.

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Younes beffa il Celta Vigo

Il calciatore di origini libanesi ha dato vita alla migliore stagione della carriera nel 2016/2017. In Eredivisie ha messo a tabellino nove assist e tre reti, ma non possiamo parlare di un rendimento esaltante. Il capolavoro è avvenuto in Europa: Younes è stato uno dei protagonisti della cavalcata dell’Ajax sino alla finale di Europa League, nello specifico è stato uno dei trascinatori nella competizione europea con quattro reti e quattro assist. L’ala dell’Ajax è stato inserito nel Team of the Season per quanto concerne l’Europa League. Questo dimostra la dimensione “europea” del giocatore nato nel 1993. Inoltre Joachim Löw lo ha convocato nella nazionale tedesca a sorpresa: Younes non ha deluso le aspettative e ha messo a segno due reti in cinque partite, a conferma di un inizio di 2017 da urlo per l’ex Borussia M’gladbach.

Amin Younes è un’ala d’attacco che gioca indifferentemente a destra o sinistra, poiché può definirsi ambidestro. È un brevilineo – 168 centimetri – molto abile nel dribbling e nell’uno contro uno. Non ha un tono muscolare sviluppato da permettergli di percorre grandi distanze e o una stupefacente velocità massima individuale, ma rimane – seppur non sia un’ala particolarmente rapida – un giocatore molto dinamico. Paragonandolo con Insigne sono giocatori “simili”, ma il calciatore napoletano è sicuramente più bravo ad andare alla conclusione, mentre Younes predilige la giocata per il compagno. Inoltre Insigne ha un dribbling più netto e repentino, mentre Younes è relativamente più preparato a fare il regista esterno: talvolta scendendo sulla linea del centrocampo per costruire. Il suo ruolo ideale è l’ala mancina in 4-3-3: ovviamente non parliamo di un esterno tutta fascia per le caratteristiche fisiche sopracitate. In questo senso, nonostante l’abilità di entrambi i piedi, non rappresenta un’alternativa naturale a José María Callejón, ma sposa appieno il modulo del Napoli.

Un matrimonio conveniente?: Il suo approdo al Napoli può avvenire già a gennaio per diverse motivazioni: Younes vuole giocare per guadagnare il mondiale, l’Ajax e Younes sono ai ferri corti e i Lancieri vorrebbero monetizzare la sua cessione. Inoltre al Napoli serve un’alternativa ad Insigne a buon prezzo, in questo senso il calciatore tedesco è l’ideale per “caratura” tecnica e visione di gioco. La distanza fra le parti è di quindici milioni, ma i due poli potrebbero avvicinarsi in virtù di un asse fra Amsterdam e Napoli già creatosi con l’acquisto di Arkadiusz Milik da parte dei Partenopei.

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Panna – alla olandese – ai danni di Sofyan Amrabat

L’ex Borussia M’gladbach non vuole assolutamente perdere il mondiale in Russia, perciò un palcoscenico importante come quello della Serie A potrebbe convincere Joachim Löw ad inserirlo nel ventitré convocati. In tal senso Younes troverebbe sicuramente più spazio alla corte di Maurizio Sarri, rispetto ad una permanenza ad Amsterdam. Questo è il paradosso che fa gola al Napoli.

Younes personalmente non è un calciatore che fa sobbalzare dai seggiolini, infatti ad Amsterdam la sua intercessione nei confronti di Justin Kluivert è stata accolta con vena ed energia positiva. Parte di questa esplosione di gioia è sicuramente determinata dal fatto che Kluivert è un calciatoore nettamente più funambolico ed è il figlio di una delle leggende del club. Il dubbio principale è quanto ci può impiegare Younes a sposare la causa di Sarri e viceversa. Il tecnico degli azzurri ha tempi di rodaggio dei nuovi elementi piuttosto elevati e Younes proviene da un contesto completamente differente, dove la fase difensiva – nella sua persona – è stata spesso trascurata. Il dubbio principale è come Younes possa spezzare il raddoppio aggressivo e sistematico che in Serie A si applica sull’esterno alto avversario, a differenza dell’Eredivisie che è più propensa a lasciare il terzino nell’uno contro uno con l’ala in opposizione. Inoltre Younes non è molto abile a muoversi senza palla al piede, anzi è un catalizzatore laterale e questo determina prevedibilità, ciò che Maurizio Sarri non predica e non può permettersi.

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Il calciatore tedesco si incendia nel Klassieker

Una valutazione positiva si può spendere sul prezzo di Younes: il tedesco è un calciatore prossimo alla piena maturità, ma ancora malleabile e migliorabile, seppur non in maniera netta. Assicurarsi il tedesco ad una cifra inferiore ai quindici milioni ha i connotati del più classico dei colpi di mercato. Dal punto di vista tecnico Younes rappresenterebbe un calciatore unico, inoltre non costringerebbe Sarri a “sacrificare” Zielinski come esterno d’attacco. Un ruolo che sembra tutt’altro che cucito sul calciatore polacco. La sua duttilità e la sua interpretazione del gioco – manipolata a dovere secondo l’idea di calcio di Sarri – possono essere il surplus inaspettato del Napoli.

Tirando le somme, si può parlare di un matrimonio positivo se il calciatore dovesse arrivare a parametro zero in estate. In questa direzione – secondo i media olandesi ed italiani – sono stati offerti 1,5 milioni di € a Younes per quattro anni. In caso di forzatura a gennaio, a congruo prezzo, si può parlare di un buon rinforzo che necessiterà tempo e non sembra essere “spendibile” nell’immediato.